sabato 4 febbraio 2023

Udine anno 0

๐—จ๐—ฑ๐—ถ๐—ป๐—ฒ - ๐—ฎ๐—ป๐—ป๐—ผ ๐Ÿฌ

Stretto nelle mie tasche rovisto 
l'indifferenza di negozianti 
barricati nelle loro casse morte,
di immoti degustatori di decaffeinato.

Tizzoni spenti da folate umide 
echeggiano la pietra di questo municipio
e solo il clerico vagante 
recita in slow motion 
contrappunti che non gli appartengono
privato d'ogni neuma mensurale
per qualsivoglia contrappunto. 

Neanche un bordone s'ode
neanche una panchina
su cui poggiarsi per tenere il liuto:
le hanno tolte per contrastare il traffico
e l'indecenza del canto trobadorico
troppo profano per il loro teocentrismo.
Solo strenne di zampogne su YouTube. 
E cartelli stradali in bilinguismo
che ostentano l'altezza dei loro campanili
inutili. 

In risonanza con soli e pochi amici,
mendico la mia cittร 
mentre inciampano i ricordi
su stolte mezzerie:
รจ privo di una chiave questo tetragramma. 

M'investe profonda solitudine
e odo in lontananza 
le sirene intonare i requiem
con l'effetto Doppler. 
Unica musica dentro al rumore
d'una cittร  che vive
su squallidi pacemaker, 
metronomi azzoppati e suoni digitali, 
50Hz in manu Dei.
Mandi.

                           Per Sonum, 2021

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