๐ฃ๐ฟ๐ฎ๐บ๐๐ฒ๐ฟรซ
Fredda
per costruire il nido
sotto tegole ammuffite,
piovosa e spenta
nell'imbroglio dei germogli
nell'alba umida,
nei canti della bora.
Eppure freme
sotto il marciume della torba
il solletico di vita
e, all'apice verdognolo di gemma,
il merlo tesse le sue lodi
accartocciate nelle ombre.
Ci sei ancora
sopita nella brina ragnatela,
e scricchia il nuovo giorno
con le efelidi che il sole ti ravviva
di pratoline e biondi crochi.
Si gonfia il verde muschio,
che becchettato,
sfodera il suo manto
di funghi e d'erba matta,
primo fuscello
per tessere l'asilo ai tuoi neonati
ancora lividi,
ma presto rallegrati giorni
come la carne bianca
che passa al bel vermiglio
rosa impudico
di esser nata nuda.
Per sonum, 2013
Nessun commento:
Posta un commento