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Sulla stessa panchina,
divisa dal baratro,
osservo l'intreccio dei rami,
arabesche cortecce s'intrecciano
ed esili dita abbracciano il cielo
e i comignoli e il fumo
e incorniciano storni smarriti
pronti a migrare
per non farsi ingannare
dall'estate
di San Martino.
Questa panchina segata a metร
ci divide poco, bastava creare una pozza,
ad arte
per scoraggiare le solitudini,
abbeverarci di vita,
invece no
divisori, parapetti, confini..
e noi fradici di demagogia
in un letto a due piazze
squarciato, a metร ,
come la nostra scarna
percezione di essere
ancora
umani.
Per Sonum 2019
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