sabato 4 febbraio 2023

Creolo

Mi ripenso come ad un deserto vivo, 
a una marea di sangue e di pallottole, 
sibili di tradimenti e botti infami 
fra i mercati delle periferie 
dove mi son venduto a poco prezzo: 
le gambe a dieci Lek, la testa a venti. 

In questo tormentato naufragare 
talvolta mi ritrovo dentro, 
dentro a quel mondo morbido e costante 
senza le frustrazioni, senza le antiche ansie 
ed il sudore è sale che dà vita 
ad ombre nuove, a luce che di taglio 
anima i corpi.

Questi fendenti, ritmici e profondi 
non ho capito mai dove finiscano 
forse dietro quegl'occhi che socchiudi 
e vibra al culmine lo spasmo 
come se un solo colpo fosse stato inferto, 
ma è sempre guerra, e ancora mi mitraglia 
appena cala il battito cardiaco, 
lo stato delle cose, la voglia di cambiare, 
di ritornarti dentro, di sedarmi, 
di darci un solo figlio, 
creolo, 

senza cittadinanza e senza pena, 
senza ragione d'essere insultato, 
per le colpe mie o dei miei padri, 
con gli occhi grandi da riempire 
poco a poco con le grazie della vita 
e neanche un gesto, neanche una pittura 
di quell'orrore che ci ha tormentato 
e fino ad oggi ci ha provocato insonnie
e restino fuori le immagini di morte!

                                    Per sonum, 2009

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