๐๐ป ๐บ๐ผ๐ฟ๐๐ฒ ๐ฑ๐ถ ๐ฆ๐น๐ผ๐ฏ๐ผ๐ฑ๐ฎ๐ป ๐ ๐ถ๐น๐ผ๐๐ฒ๐๐ถ๐ฐ
Corrano pure liberi i vermi
nelle tue arcate sopraccigliari
come fuggirono dalle trincee
alle fosse comuni
le tue vittime ignobilmente nude,
privato il diritto di essere,
di gridare aprendo la bocca,
di contorcersi al filo spinato:
libere sรญ d'infilare
camicie di canne fumarie.
Cosi diritto filava il fumo
da sotto il terreno innevato
nonostante il vento fischiasse
impaziente i tuoi inni imperiali
ed ora
corrano pure dentro le occhiaie
della tua sterile maschera pallida
il cui ricordo rinnova violenza
alle donne giร morte, che tenebrosa
devasta le foibe
ove dormono groppi di ossa
avvinghiate ai fucili,
abbracciate alla vita
e ad un passaporto stracciato.
Nelle tue arcate oculari,
sotto palpebre di cartapesta, m'illudo
ci fosse almeno il sospetto,
un istante, di essere pazzo
e prima che l'anima orrenda
sia uscita dal corpo io spero
tu abbia chiesto perdono.
Per Sonum, 2006
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