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Libertร di raccogliermi in grumi
mi attraversa accalappiando randagia
una realtร che sbatte le porte
e la devi accettare
senza accenno al dolore
o tradire il risentimento
fra le pieghe del viso.
Le scale cromatiche che ho ruzzolato
con le dita, induriti tizzoni,
aspettavano il gelo piรน crudo,
foriero di guerre,
che il primo sole ha giร spento
in profilarsi di ombre piรน lievi,
piรน consone a questo esercizio
e alla sua ritirata.
Sopra le nere carcasse,
sulle impronte disciolte
fioriranno di viole pensieri piรน miti,
svanirร poco a poco l'odore dei morti
dissepolti della mia inquietudine
e saprรฒ riprendere il passo,
lento, verso casa.
Per Sonum, 2009
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