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Non fisso il mio sguardo
sul marciapiedi sconnesso
o fra i rifiuti multicolore
o nelle crepe abitate dai gechi,
fra le vetrine affollate da immobili spose,
nelle ferite inferte alla strada
che affollano vecchie vestite di lutto
al mercato abusivo del pesce e dell'erba,
ma nel diastema dei denti caduti
ove sospendo il mio tempo
e ti sento narrare di cose lontane,
di fratelli abbracciati dal mare
stritolati da un mare che era speranza
e come ancore
salde al fondale,
accarezzano immobili i flutti
e le coscienze dei sopravvissuti.
Per sonum, 2012
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