Spesso sbirciavi fra i pentagrammi
o alle mie dita fra i tasti
ferme, come pensose, sui seni
o in moto verso l'ennesimo inganno.
Il languido lume smorzava le ombre
e appassivi ogni accenno al sorriso
all'avvicinarsi del tema
cosi vacuo che mai risuonasti
alla stessa maniera.
Talvolta ero incerto se fossi presente
nell'effluvio delle cadenze,
in tormentate tempeste di note
o se gli scarabocchi a matita
rapissero il nostro duettare
portandoti ancora nell'aula diciotto
del Conservatorio ove m'nnamorasti.
Ma non t'ho chiesto mai dove fossi,
ci ritrovavamo solo fra i pochi respiri:
le legature sono percorsi individuali
anche se paralleli, anche se in ogni frase
ci accompagniamo l'un l'altro, fin qui,
stretti in un unico amplesso
anche stavolta
in mi minore.
Per Sonum, 2007
Nessun commento:
Posta un commento