sabato 23 novembre 2024

Hanno piantato frumento



Hanno piantato grano e mangiato mais perché il loro unico scopo era costruire una casa grande e accogliente che potesse ospitare tanti nipoti. 

Si accontentavano della polenta mangiando trippe una volta al mese, la poca carne bollita era per i bambini, che dovevano crescere forti e allora, una volta alla settimana si uccideva un coniglio o ancora meglio una gallina, per farne brodo di magro. 

L'unica vacca serviva da riscaldamento per le serate in stalla dove i più vecchi raccontavano storie fumando la pipa, la luce tenue come le carezze sul capo. Cresciuto il vitello, la vacca forniva 10 litri di latte di cui 9 andavano alla latteria sociale per ricavarne un po' di fra burro e formaggio. 

Tirava l'aratro nei campi, portava col carro le pietre dal fiume al cantiere e l'acqua dalla fontana al termine dell'infinita strada affiancata dai gelsi. 

In cortile i bachi da seta macinavano foglie e il loro odore era forte, l'odore della primavera, di giorni più lunghi, di sfalci e covoni, di erbe aromatiche. Era il risveglio giocoso e apollineo della natura mentre mille farfalle, le api e le cavallette popolavano i prati di fiordalisi e rossi papaveri. E veniva lo sfalcio con il rumore ritmico del martello che batteva la lama, poi la cote la faceva cantare a e dal corno di bue appeso alla cintola scendeva qualche goccia di acqua bruna che aveva bevuto la ruggine del freddo inverno. 

Noi bambini si aiutava con piccoli gesti, eravamo presenza sicura, futuro solido, immortale. 

Chi l'avrebbe mai detto? Eppure eccoci qua, a fare grandi progetti artistici con l'intelligenza artificiale e una improbabile allergia al glutine mentre loro piantavano frumento e mangiavano granturco!

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