Leporello รจ un servo leale ma stanco, codardo, simpatico, vivace. ร un complice compiacente perchรฉ spera sempre di approfittare di qualche rimasuglio del "bottino" quindi ben sopporta le follie amorose del suo padrone curandone orgogliosamente la famosa "lista" di sedotte e abbandonate.
ร quindi un testimone e al contempo un complice che alterna riluttanza a frenetica eccitazione creando nello spettatore una sorta di "ironia empatica".
Per lui si prova una simpatia per il ruolo di servo intrappolato in una spirale di caos e si ride delle sue battute e delle sue goffaggini, persino nei momenti piรน drammatici e questa miscela di comicitร e tragedia stimola una riflessione su temi profondi, senza perdere il piacere dell'intrattenimento leggero e questo forse รจ l'ingrediente che rende l'opera D&G un gioiello unico!
Don Giovanni... non Dolce & Gabbana!
L'intera vicenda ha costretto il servitore a confrontarsi con la vacuitร e le conseguenze del vivere senza morale nonostante il cinismo iniziale che lo aveva portato a tollerare e perfino partecipare agli atti criminali del padrone. Alla fine assiste alla rovina inevitabile di Don Giovanni e questo gli apre gli occhi sul fatto che l'astuzia e il carisma non bastano a sfuggire dalle conseguenze delle proprie azioni.
Leporello si rende conto che il mondo di inganni e licenze in cui ha vissuto come spettatore e complice non porta nรฉ felicitร nรฉ significato, lasciandolo con un senso di vuoto e amarezza. Non รจ piรน solo il servo scanzonato, ma un uomo che ha visto il fallimento dell'immoralitร estrema e la fragilitร delle maschere sociali.
Nell'opera di Mozart, l'uso delle tonalitร รจ un potente strumento per trasmettere emozioni e sottolineare l'essenza drammatica. Un esempio notevole รจ l'uso del re minore, che รจ emblematico della tragedia e del destino infausto. L'ouverture inizia con il re minore, simbolo del destino minaccioso che attende Don Giovanni e questa tonalitร ricorre durante momenti cruciali, come il confronto con il Commendatore e la discesa finale di Giovanni all'inferno.
Nelle opere di Mozart, diversi personaggi hanno temi musicali o arie che ruotano attorno a tonalitร specifiche, migliorando la loro rappresentazione emotiva e i loro ruoli drammatici. Ecco alcuni esempi notevoli:
La famosa aria della Regina della Notte "Der Hรถlle Rache" รจ in re minore, evidenziando il suo carattere vendicativo e temibile.
Un'altra aria, "O zittre nicht, mein lieber Sohn", inizia in fa minore, che aggiunge alla sua rappresentazione drammaticitร intensa.
L'aria di Pamina "Ach, ich fรผhl's" รจ in sol maggiore, riflettendo il suo dolore e desiderio completandone il carattere gentile e puro.
L'aria di Figaro "Non piรน andrai" รจ in do maggiore, tonalitร spesso associata con la chiarezza e la risoluzione, ma se quest'aria mostra il suo carattere sicuro e giocoso l'aria di Cherubino "Non so piรน cosa son, cosa faccio" รจ in mi bemolle maggiore e cattura l'esuberanza giovanile e la confusione del personaggio.
Queste tonalitร fisse aiutano a definire lo stato emotivo e la personalitร di ogni personaggio. Anche per Leporello Mozart usa tonalitร specifiche per caratterizzare il suo ruolo e le situazioni in cui si trova. Ad esempio, l’aria "Madamina, il catalogo รจ questo" รจ in tonalitร di Fa maggiore, una tonalitร luminosa e brillante che enfatizza il carattere ironico e divertente della scena.
Tuttavia Leporello spesso si muove da tonalitร brillanti ad armonie piรน cupe, riflettendo il suo ruolo di intermediario tra comicitร e dramma. Questo uso della tonalitร aiuta Mozart a mantenere Leporello come un personaggio complesso e dinamico, capace di passare dal divertimento puro al coinvolgimento in situazioni piรน serie. Basti pensare all'aria "Notte e giorno faticar" con cui proprio il servitore apre l'opera. L'aria inizia in do maggiore per trasmettere uno stato emotivo diretto e relativamente neutrale, adatto ai lamenti di Leporello sulla sua vita monotona. Qui espone con simpatica chiarezza la sua frustrazione per lo stato di servitore un po' invidioso, ma man mano che la vicenda si muove e altri personaggi entrano in scena, la tonalitร inizia a cambiare. Quando Don Giovanni e Donna Anna appaiono, la musica modula al sol maggiore che, essendo tonalitร strettamente correlata al do maggiore, fornisce una transizione fluida introducendo allo stesso tempo un nuovo stato d'animo piรน urgente e intenso. Nel trio Mozart si sposta di tonalitร minori che riflettono dapprima l'interazione drammatica tra i personaggi, l'angoscia e la rabbia, e poi la tragicitร del la minore e del re minore ad esprimere il dolore e la sua determinazione di vendetta.
Leporello รจ sempre in scena รจ si adatta commentando in disparte ad ogni situazione.
Leporello infatti, piรน di altri personaggi, viene utilizzato molte volte da Mozart come una sorta di contrappunto narrativo e musicale, che amplifica il dramma principale attraverso ripetizioni e incisi. Questa tecnica sottolinea sia la subordinazione del servo rispetto al padrone che la sua funzione di commentatore e mediatore tra il pubblico e la vicenda.
Nel trio "Non sperar se non m'uccidi", poc'anzi citato, Leporello ripete il suo "Sta a veder che il libertino mi farร precipitar" quasi come fosse un mantra, creando un commento ansioso, ma anche irriverente. Questa sovrapposizione genera un effetto teatrale vivace e complesso, mostrando giร le dinamiche tra i personaggi.
La scena del cimitero รจ un altro momento emblematico in cui Leporello funge da contrappunto sia musicale che narrativo. Qui, il suo ruolo di osservatore spaventato si intensifica, contribuendo a creare la tensione tra l'irriverenza di Don Giovanni e l'atmosfera sinistra dell'incontro con la statua del Commendatore. Mozart utilizza Leporello per introdurre un elemento di comicitร nervosa che perรฒ si trasforma gradualmente in autentico terrore. Quando Don Giovanni legge la scritta sulla statua ("Dell'empio che mi trasse al passo estremo, qui attendo la vendetta"), Leporello reagisce con un misto di incredulitร e paura crescente. La sua frase "Ah padron, signor padrone, รจ una cosa da rider, questa รจ bella davvero!" sembra voler sdrammatizzare, ma la musica sottostante, con tonalitร cupe e gli accordi marcati, svela il suo reale turbamento.
Quando Don Giovanni invita la statua a cena, Leporello esprime esplicitamente il suo terrore con interventi frammentati e ansiosi, come "Non risponde... sta a veder che si puรฒ muover!". Questi incisi, sempre piรน inquieti, contrastano con l'insolente tranquillitร del protagonista, accentuando il crescendo drammatico della scena.
La combinazione di comicitร e tragicitร prefigura il climax della scena finale.
Mozart e Da Ponte pongono in casa di Don Giovanni un'orchestrina che esegue brevi brani, un momento molto divertente e ricco di riferimenti alla musica popolare dell'epoca. Mozart sfrutta questa scena per inserire brani di grande moda all'epoca e fare riferimento a melodie riconoscibili: "Una cosa rara" di Vicente Martรญn y Soler, "Fra i due litiganti il terzo gode" di Giuseppe Sarti e infine "Non piรน andrai farfallone amoroso". Leporello allora commenta "Questa qua la conosco pur troppo", un riferimento ironico alla sua conoscenza del brano: รจ Mozart stesso che si prende in giro per l'autocitazione e quindi il Nostro prosegue nell'ironia di Leporello che scherza con Don Giovanni e sdrammatizza per aver mangiato di nascosto un pezzo di fagiano. Il tutto proprio cantando sull’aria delle Nozze di Figaro con testo rinnovato naturalmente!
Il crescendo continua con l'arrivo di Donna Elvira che rende via via la scena piรน tragica e
il continuo brontolare di Leporello non solo evidenzia la sua paura ma prelude all'atmosfera funerea, preparando il pubblico al confronto soprannaturale che culminerร con la dannazione di Don Giovanni nell'epilogo con il Convitato di Pietra; qui Leporello entra in risonanza con il re minore "infernale", accompagnando con il suo brontolio spaventato e ripetitivo "Ah padron, siam tutti morti!" l'ineluttabilitร della punizione di Don Giovanni. Questa linea, apparentemente umoristica, si collega perfettamente alla sua prima reazione "Sta a veder che il libertino mi farร precipitar" del trio iniziale, creando un arco narrativo che enfatizza la sua condizione di servo terrorizzato e impotente.
Questi interventi musicali di Leporello non solo aggiungono vivacitร e realismo alla trama, ma rafforzano l'idea che egli sia il personaggio piรน umano e consapevole della scena: un testimone che, pur rimanendo secondario, reagisce con ironia e paura al caos morale del padrone. Il tutto giocato sulla voce terrifica del Commendatore che riprende il tema iniziale dell'Ouverture con un altro "arco narrativo".
.... o รจ l'Ouverture che anticipa il finale mettendo in guardia lo spettatore sul significato morale dell'opera?
Ma questo apre ad un altro capitolo....
da "Mozart for dummies" di A.Z.

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