๐๐น๐ฒ๐ด๐ถ๐ฎ ๐ฝ๐ฒ๐ฟ ๐ฐ๐ต๐ถ ๐ป๐ผ๐ป ๐ฑ๐ฎ๐ป๐๐ฎ
Giunge da lontano la musica d'estate
fra la rugiada fresca della sera,
raccoglie l'eco madida dei prati
e dei germogli turgidi di linfa.
Poco lontano danzano falene
e controluce nel nubilo festoso
sospeso fra lo spazio e il suono
scorre il mio tempo in sette ottavi
e viaggia la mia lontananza
come un rondone lungo l'altipiano
per poi increspare il mare e risalire
nelle correnti tiepide di sale.
Ad ogni sbattere di ciglia una folata
e odor di nicotina e muschio
e di licheni sulla mia pelle tesa
verso il ricordo dell'approdo
dove ancoro le speranze e il sogno
di poter volare ancora
sciogliendo i nodi
del non avere meta.
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