A scuola.
La notazione sul pentagramma è quasi totalmente inutile ai fini delle competenze realmente utili per chi non farà della musica un mestiere o intenderà suonare, anche per diletto, uno strumento. Oggi i ragazzi all'esame di terza media firmano con lo stampatello maiuscolo...
E perché dovrei accanirmi sulle note? Mi interessano i suoni! Non le note! Segni sulla carta! E che cosa c'entrano coi suoni? Poco!
Per questo i non vedenti sono quasi tutti jazzisti.. e di alto livello! Sapete cosa vuol dire leggere la musica in Braille!!! Vivvaddio!!
E comunque quando vi hanno detto che sulle righe ci sono mi, sol, si, re e fa, non ve l'hanno detta tutta, non ve l'hanno raccontata giusta... chiedetelo ad un violista! (Non sto infierendo...)
Più in generale, pedagogicamente, lavorando molto con i ragazzi speciali mi sono reso conto che spesso quando ci poniamo obiettivi minimi per seguire criteri di inclusione riduciamo in quantità la programmazione così come l'abbiamo pensata in origine anche per tutta la classe, ma alla fine approfondiamo e svisceriamo argomenti più basilari facendo giungere tutti a livelli di competenza molto superiori non rischiando di "perdere pezzi" per strada...
Inutile produrre tutti i pezzi della nostra macchina se poi mancandone uno la macchina non va!!
Alla fine ridurre gli obiettivi significa poter usare più linguaggi e mediatori, creando ponti di cooperazione fra le diverse intelligenze e gli stili cognitivi.
A proposito di mediatori...
Ma se hai un solo allievo senza un dito cosa fai?
Tutti coi flautini e lui (lo "sfigato") allo xilofono? Così accentiamo l'h (handicap ndr per chi non è del settore).
No. Io rinuncio al flauto (non me ne vogliano i flautisti) anche perché... l'intonazione...
Tutti con gli xilofoni, metallofoni o altro? No! Perché ci sarà quello senza nemmeno un arto! E il sordo? Cantiamo! E il muto? Magari potremmo usare tutti strumenti diversi e autoprodotti attivando progettualità interdisciplinari con tecnologia e arte...
Uno per tutti e tutti per uno!
Disse la vite al contadino: "fammi povera e di farò ricco!"
Fare poco e bene. Ce lo riconosceranno.
Aggiungo che ridurre la quantità di informazioni, volendo ampliare il discorso pedagogico con una tecnologia didattica dispensativa, non è semplificare, ma al contrario concederci di approfondire maggiormente per "chi può" e di consolidare gli obiettivi minimi per "chi non può". I ragazzi sono BOMBARDATI da informazioni! Internet, i social, la TV.... gli strumenti che dobbiamo dare non sono note, dati, nozioni, sono suoni, emozioni, capacità di interpretarle perché di sofferenza si ride e si piange.L'emoticon ha appiattito tutto! L'emoticon è una nota!
La faccia che ride con le lacrime dice tutto: 🤣
Resta il timbro.
L'altezza, la durata, l'intensità sono misurabili.
Resta il timbro, la qualità.
Dobbiamo far passare la qualità: devono avere un orecchio attento e capire se è un pianoforte o un'arpa, saper distinguere un timpano da una grancassa...un brano barocco... lo riconoscerà? Non dico che debba riconoscere il basso continuo, ma il timbro del clavicembalo sarà determinante...
Il timbro è transmodale, non si descrive con alto o forte, lungo (udito) o bello, ma con aggettivi afferenti a tutti gli altri sensi.... dolce, aspro, ruvido, soffice, fastidioso, tagliente (!)..
Dobbiamo andare oltre le misure, oltre la docimologia e i numeri in genere, concentriamoci sul timbro, un timbro che è ciò che noi aiutiamo a costruire perché ogni ragazzo può prendere 8, essere alto 180 cm, aver fatto il 15% di assenze etc. ma la sua qualità, il suo timbro, è altra cosa, incommensurabile. Non altezza non lunghezza, non intensità. Non pentagramma. . Vibra la corda che è tesa e la sua cassa armonica, vibra la vernice e vibra il sentimento, ma oltre le misure c'è uno spettro composto da tante sinusoidi che si fotografa ma che varia di giorno in giorno, di ora in ora e fa muovere in risonanza l'emozione sinestetica della musica, ars e techné, copula di tutte le divinità, di ogni cultura. Perché le "Muse", perché la musica si chiama così? Gesamtkunstwerk
nasce dalla musica...
Ma Gesamtkunstwerk è la danza del funambolo della città di Vacca Pezzata (Also spracht..) ed è la terza minore discendente delle ninnananne, e c'è nel canto del cucúlo e nella terna pitagorica, armonia perfetta, e nel rettangolo aureo...
E allora io parlo loro delle mie passioni: l'etologia, la pesca, l'elettronica, gli parlo delle mie meravigliose zucchine di Albenga e delle ore che passo ad estirpare erbacce... Transmodalità per raccogliere diversi interessi: con le zucchine si possono fare trombe e flauti... ma chissenefrega! I ragazzi hanno bisogno di umanità, di riconoscere nei prof. la loro veste "in borghese", solo così risuoneranno, solo così ci concederanno il loro canto, solo così ascolteremo il loro timbro, la qualità del suono, ciò che differenzia l'individuo (nota, altezza, durata e intensità) dalla persona (qualità). Perché la nostra maschera "per sonum" la costruiamo noi, ognuno con il suo presente, dipingendo un multicolore spettrogramna fatto di meravigliose diversità sottese fra il nostro primo vagito e il nostro ultimo fiato.
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