E lungo il viale i gelsi,
pochi superstiti del mio ricordo vivido
ma grigio, come in un film di Olmi,
perchรฉ il colore poi si sciacqua
nei sottotitoli tradotti,
nelle pozze torbide di calce e verderame,
nel giungere pensoso della sera
d'inverno, troppo presto.
In fondo al viale la fontana
dove la vacca si era abbeverata
dopo i chilometri di aratro
e d'orzo seminato a mano,
prima di ritornare in stalla.
Carico รจ il carro di pietre levigate dal torrente,
e botti d'acqua e argilla,
per cuocere mattoni e riscaldarsi
coi tutoli giร secchi.
Del grande noce i
malli tetri
sporcano il selciato e da lontano
la voce della levatrice annuncia "รจ maschio!"
Lungo il viale morari equidistanti
mostrano il cammino verso il campo,
pietre miliari, ritmo, segnatempo,
di noi friulani quando nulla era scontato,
prima di tante Caporetto e che la radio
ci raccontasse il sogno americano.
Riempiti i fossi, cementificati,
il gelso lascia il posto alla ciclabile
che nessuno usa per le troppe interruzioni
o forse siamo troppo stanchi..
anche di provare sentimenti.
Annaspo le mie tasche piene
per ritrovare un solo appiglio nel passato,
neanche una rima, neanche un'assonanza,
forse un bozzolo, ma schiuso,
sfuggita la falena alla tortura
delle filatrici esauste.
Non ne รจ rimasto uno lungo il viale,
l'ultimo l'han preso quelli di Cremona,
per le radici rosse e far vernici pei violini
e solo io sulla ciclabile,
seduto a terra con la mano in tasca,
vorrei sentire acceso un po' di Clan
ma ormai nessuno fuma piรน la pipa
forse anche lรฌ: troppa fatica e i transistori
hanno portato via il calore delle valvole
e, ancora peggio, il suono
รจ a 24 bit.

